Thursday, November 10, 2016

In cenere potrei ordinare

Socchiusi gli occhi sul prato come vacca
rumino disteso accoccolato nel divano
mi vedo come un satrapo dentro la fusoliera
conto le odalische e mi sovvengono cipolle
e dei veli da togliere per giungere alla gemma
ricordo come una volta ogni decollo mi faceva
sentire come un pari dell'Olimpo un Apollo
ora dalla noia solo il chiasso della folla
mi distrae e dalla cupa sentenza dell'anagrafe
gonzi mi verrebbe tutti da insultarvi
neanche pesci tonti avrebbero abboccato
alla messinscena nemmeno a carnevale
avete preso il mio cognome scritto cubitale
per bandiera da condottiero sventolata
in marcia trionfale verso un Eldorado
ora siedo in trono m'inquieta questo scettro
se m'inciampo e sbatto il capo in cenere
potrei ordinare vengano ridotte terre siberiane
oddio la caffettiera bastarda m'ha fregato
mi toccherà anche il tinello ripulire
ma un quarto d'ora celebre son stato
temo la notte e i sogni che contiene
li affronterò da prode cavaliere
fino ad oggi mai sconfitto.

Marco Sclarandis

Wednesday, November 9, 2016

Io sono un razzista razziale

Introduzione al preambolo.
"Le popolazioni di origine africana hanno una sensibilità alle infezioni diversa da quelle europee: questa differenza, ben evidente nel genoma, è il risultato della selezione naturale, come dimostrano due diversi studi pubblicati sulla rivista "Cell". Gli europei, in particolare, hanno una risposta infiammatoria meno intensa degli africani, e portano nel DNA l'impronta dell'incrocio con i Neanderthal"
Riporto dal sito di "Le Scienze".Ottobre 2016 se ricordo bene.

Io sono convinto che le razze umane esistano, eccome.
Ma non sono quello che i razzisti credono che siano.In genere, perchè anche di razzisti ce ne sono di razze diverse,il razzista diciamo ordinario, crede che vi sia una razza superione e che le altre siano tutte inferiori, alla sua ovviamente.
A salire, di gerarchia in gerarchia, fino al razzista eccelso, che ovviamente ammette solo sè stesso come unico rappresentante della sola vera razza possibile e desiderabile.

E che è costantemente roso dal dubbio che accoppiandosi con una femmina 
la sua razza si corrompa nella progenie.

Non mi dilungo qui ed ora sulle altre razze di razzisti perchè l'argomento è troppo comico per poter proseguire la mia argomentazione con un minimo di serietà.
 

Io sono invece un razzista che crede che vi siano razze diverse d'individui, il che rende veramente improba qualunque classificazione.
Ma dovendo semplificare per ottenere almeno un minimo d'ordine in questa aggrovigliata faccenda, ritengo che vi sia un trio di razze umane fondamentali.
E qui, finito il preambolo, siccome fra razze ed estinzioni c'è una parentela indissolubile, il trio mi pare rappresentato da chi vive come se non appartenesse all'unica reale esistente razza umana, chi vive come se questa dovesse essere rigenerata a partire da quella esistente e chi vive aspettando a che razza di conclusione arrivino le due razze appena menzionate, per poi dichiararsi appartenente a quella che risulterà vincente.
 

Vi sono poi specie e sottospecie, varietà e bizzarìe ma la regola fa la razza, 
le eccezioni la confermano.
Molti indizi, persistenti e in aumento, portano a credere una parte di fedeli, che anche di fedeli ve ne sono razze varie, che la rigenerazione è in atto.

Ma difficilissimo è capire con quali fondi di magazzino verrà riaperto il nuovo mercato delle razze umane.
Davvero sguscierà una reale razza superiore alle altre, presenti e passate?. E future anche.
Dico future perchè potrebbe questa estinguersi per lasciare il posto ad un'altra.
Ma allora sorgerebbe il dubbio se essa sia stata veramente superiore alle altre, perchè la sua superiorità non era in tutto, essendo deficiente nella longevità.
E' una faccenda tanto complicata quanto appassionante, almeno per razza di gente come me.
 

Peccato che il suo svolgimento potrebbe richiedere un tempo un po' piu lungo di una generazione, anche se non molto di più.
E non credo che i miei telòmeri abbiano sufficiente pazienza.
Per intanto voglio vedere questo tale rozzo individuo appena acclamato a furor di folle, 

è il caso di dirlo, dove porterà quella razza di sedicenti paladini della libertà democratica, affinchè diventino di nuovo un grande paese.
 

La Storia, siccome è Gran Maestra e sa d'avere pessimi allievi, sopporta tutto armandosi d'ironia.

Marco Sclarandis.

Friday, November 4, 2016

Surrealcrazia

Quello che sta avvenendo negli Stati Uniti d'America lo definirei elezioni surreali di una democrazia surreale.
Tra un anno qualcuno ne trarrà la solita fiction.Con sequel al guinzaglio.
Ma anche qui non siamo secondi a nessuno in merito alla surrealtà.
La realtà é un terremoto catastrofico.
La surrealtà é un governo ed un parlamento che gli va dietro, ed 

entrambi che sembrano recitare a teatro la realtà di un terremoto che accade 
in un paese come l'Italia.
Con l'aggiunta che nel momento in cui lo spettatore capisce che c'é qualcosa di veramente strano, gli attori dichiarano apertamente dal palco che nessuno si é preparato e ciò 

che é messo in scena sono solo delle prove.
Se tutta questa sceneggiata, comprendente attori e spettatori, terremoti simulati compresi 

fosse visibile in un teatro, il tutto sarebbe anche divertente.
Finito lo spettacolo si tornerebbe a casa pieni di quella sana soddisfazione 
che accompagna anche un rito apotropaico ben officiato.
Ma questo, é reale surrealtà.
Non si sa più come separare l'una dall'altra.
O far si che qualche regola conosciuta permetta di distinguerle e controllarle.
Comunque, per fortuna, ci sono molte più sceneggiature nella materia inanimata ed animata 

di quante ve ne siano nella mente folle di qualsiasi sceneggiatore. 


Marco Sclarandis

Wednesday, November 2, 2016

..."la distribuzione delle risorse avviene"....

..."la distribuzione delle risorse avviene"....

Già il problema è che la distribuzione delle risorse avviene non pensando alle priorità del genere umano ma alle priorità dei singoli che di queste hanno il controllo. In altre parole ho i fantistiliardi di $ che impiego per i miei sogni senza badare se il mio sogno calpesta quello di multiduini
Reply

Climber, immagina che cosa succederebbe, se anche solo una cellula su un milione del nostro organismo, si comportasse da un giorno all'altro come se credesse d'essere un signorotto d'un feudo medievale.
Patiremmo una morte orrenda. Se non altro breve.
Mi ripeto a costo d'annoiarmi ed annoiare.
Ma non vedo altro modo per superare vittoriosamente questo punto critico dell'evoluzione umana, se non considerandoci un solo organismo, insieme a quello della intera biosfera.
Anche se il cambiamento climatico non fosse causato dalla nostra specie, a patto di credere che esista, cosa a cui ancora molti non credono,ormai dobbiamo solo adattarci ad esso.
Agire come se vivessimo ognuno su un pianeta proprio, non credo che sia la soluzione.
Già, a proposito del denaro, ricordarsi che è un simbolo di altro, anche solo una volta al giorno, sarebbe una buona azione.
Quanto denaro vale la Terra?
E' possibile rispondere a questa domanda?
Ma quanto vale la Luna, il Sole, e via via farneticando, l'Universo intero?.
Esiste forse una banca universale dov'è depositato il denaro corrispondente al valore dell'Universo, quello conosciuto, peraltro?.
..."la distribuzione delle risorse avviene"....
No, non è che avviene, ma siamo tutti noi, nessuno escluso, che facciamo in modo che come tu dici, avvenga, in un certo modo.
Mi ripeto ancora una volta, l'attuale super-organismo umano pare sia proprio affetto da una metastasi terminale.
Ognuno per sè e un dio per ciascuno, per chi ci crede.
Ma covando allo stesso tempo un desiderio di guarigione immenso tanto quanto quello di annientamento.
Niente di assolutamente inedito, nella storia umana. Anzi.
Solo che ormai tutti i punti sono disposti a formare un cerchio.
Quindi qualsiasi figura o sta nel cerchio o ne sta fuori.
Oppure ancora bisogna adoperare una geometria diversa, per risolvere il dilemma.

Marco Sclarandis.

Tuesday, November 1, 2016

Platone, che ne dici di n! di 5040 ?

Più che di ottimismo o pessimismo per la tecnologia, metterei la faccenda in termini di opportunità.
Io sono il primo a impiegare tempo ed immaginazione per credere o meno nel multiverso.
Che, se esiste é qualcosa che supera la fantasia di qualunque poeta, scrittore di fantascienza,
mistico visionario.
Quando Elon Musk propone il treno iperveloce, mi viene da chiedermi a che cosa serva un mezzo di trasporto del genere in un mondo dove una moltitudine di persone sta perdendo anche i mezzi per spostarsi da una parte all'altra di una città, neanche di una metropoli.E parlo di chi viaggia in corriera e tradotta interregionale.Quindi, andar per ciottoli su Marte, non lo trovo particolarmente inopportuno, ma se è urgente, allora siamo davvero nei guai.
Poi, Casalinga di Voghera insegna, i conti alla fine si devono poter fare sul retro d'una busta, affinché siano chiari e tondi per chiunque.Perché i conti, se non tornano, generano morti orfani e feriti.
E allora, é vero o non è vero che qualunque genere di risorse, materiali, tangibili o intangibili che siano, sono ormai contate più che i capelli sulla testa, di biblico versetto?
E se anche ce ne fossero di nascoste, pretendere di fidarsi di queste, non é un atteggiamento da giocatore  d'azzardo, compulsivo?
La follia più demoniaca creata dal mondo cibernetico e virtuale o comunque lo si voglia definire, è secondo me quella che porta la gente a credere che é a causa di chissà quali oscuri complotti
non possiamo accedere al migliore dei mondi immaginabili.E quindi dobbiamo accontentarci del migliore di quello dei mondi possibili.
E considerare invece la intrinseca natura esponenziale di qualsiasi insieme di cose esistenti del mondo, quando si cerchi di esaurirne le combinazioni.
Platone considerava il numero 5040, ( 1x2x3x4x5x6x7 ) nel suo la Repubblica*, riferito alle dimensioni della città ideale, e non solo, ma si fermava davvero troppo presto.
Se resuscitasse ora capirebbe che bisognerebbe spingersi almeno fino a cento per capire quanto
folli sono diventati i suoi uomini della caverna, una volta che si sono illusi d'esserne usciti.
Non folli in assoluto, ma perché non accettano che il limite é ciò che permette la vita ,l'esistenza di ogni cosa.Quando capisci che un limite è stato raggiunto, é stupido cercare di superarlo.
Perché comincerà a limitare cose che ancora che potrebbero accrescersi.
Trovane un altro che sia ancora lontano, semmai.
Tanto per scendere dall'Olimpo delle visioni, un veicolo elettrico non é esente dal produrre particolato ultrafine di gomma ed asfalto, non da usura di freni, certo, e comunque non è esente dal produrre ingorghi da traffico.
E non ci vuole molto a capire che la mobilità senza autisti risolverebbe parte dei problemi attuali, ma non tutti e non quelli più importanti.Che derivano dal fatto che dovremmo lavorare di meno, tutti e meglio.E invece facciamo il contrario.
Dobbiamo ridurre, scegliendo, se vogliamo proseguire la nostra evoluzione.Ed anche in fretta, purtroppo.
Non moltiplicare, spinti da un'avidità che con il denaro ha solo un rapporto di mediazione.
Per essere laconicamente chiaro e limpido:
Ora davvero temiamo la morte, perché essa é vittoriosa, se non le si oppone trascendenza.
Trascendenza di cui ci si può accorgere in qualsiasi momento.
Perché proprio noi stessi siamo trascendenza in potenza ed in atto, ma non possiamo dirlo del tutto, nemmeno con tutte le parole che abbiamo mai creato.
Questo triplice terremoto italiano sembra una sincronica coincidenza proveniente proprio da luoghi dove l'attenzione per la trascendenza è ancora acutissima.
Ma per chi ragiona soltanto, ma non si chiede a che scopo ragioni, che la facciata della chiesa di san Benedetto da Norcia sia rimasta in piedi é frutto di pura e semplice casualità.
Ma potrebbe essere un messaggio del caso, proprio per dirci qualcosa sul significato della ragione.E  a pensarci bene, come per lo zero assoluto, anche il caso assoluto é inavvicinabile.
Marco.
 

Monday, October 31, 2016

Salutiamoci ora

Salutiamoci ora pietre fedeli amiche
siete state per noi in piedi a lungo
per farci da riparo alle intemperie
per duellare con bellezza primigenia
di rupi di aisberghi di vulcani 
docili nelle nostre mani prensili
non potevate con la sola calce
resistere all' inquietudine terrestre
non potevate con la catena l'arco 
il contrafforte reggere a cupa furia
anche se  figlie sue ne siete
come rosei arbusti vi ripianteremo
boccioli turgidi rimpiazzeranno secchi
troveremo innesti più robusti
scuota la Terra la sua crosta vellutata
si faccia attirare da gravida Selene 
vinceremo con tenace ingegno la paura 

Marco Sclarandis


Wednesday, October 26, 2016

Dedicate a Paolo dell'Elce e a Evgenia Tolstykh

Noi steli e rami e tronchi
ci prendiamo lo spazio sufficiente
perché l'altro è per gli altri
per la luce per il volo
voi che camminate sopra il suolo
non troncateci tratteneteci
intrattenetevi con noi
se credete d'avere un'anima
in noi con ogni senso la potete
vedere toccare gustare udire
annusare tutta intera vivere.

Non dirmi Spazzatura
Come se fosse lebbra
ieri ero sulle tue labbra
desiderio da esaudire
oggi che cos'è successo
che duramente mi rifiuti
non abbandonarmi
fammi diventare creta
per nuova cornucopia
riusami rifondimi
riscrivimi fra le righe
invasami che io risorga
ornamento vivo a primavera.


In special modo alle loro immagini,  La selva chiara ed Entrevu.

Marco Sclarandis