Mantide che mi guardi
e stai al gioco delle mie dita umane
mi sbaglierò ma in te vedo estremo desiderio
di perdere anche le ali e gelida ferocia
pur di ottenere metamorfosi
no tu non vuoi mutarti in altro vertebrato
o in uno qualsiasi esistente al mondo
vuoi le mie membra la mia mente
non so come ma sento che sai della mia ebbrezza
e vuoi provarla offrendo in cambio vita
distogliti splendida audace creatura
da questa insana brama
tu tendi l'agguato all'afide alla falena al ragno
noi lo facciamo tra di noi
anche dopo il pranzo e sazi
così come se fossimo insetti condannati
a uscir di celletta o favo o guscio
solo per perpetuarci
a caso uno su miriade.
Marco Sclarandis
Wednesday, May 6, 2015
Saturday, May 2, 2015
Quando accadrà di noi diranno
Per un’ora di noi rideranno le formiche
dietro di loro accompagnate da cori di cicale
non tra un millennio piuttosto in questo secolo
non so in quale data ricorrenza lo faranno
può essere già accaduto e noi ignorarlo
da molti alveoli esagonali ronzano sorrisi
da quei visi rivolti verso quei cubicoli squadratifatti di plastica d’acciaio di cemento
invadenti più degli autunnali funghi
illuminati contro ogni necessario buio
per noi quegli occhi sfaccettati alieni
ci guardano ma non sanno non comprendonohanno espressioni smorfie indecibrabili
capocce troppo piccole per idee grandiose
stagioni insufficenti per maestose imprese
eppure perché non potrebbe essere
che anche una sola volta per un’ora solaquesti esapodi non siano esauditi con prodigio
ci vedano come noi vediamo loro
e il resto che ne viene in conseguenza
chissà se allora disponendo di giornata intera
non comincerebbero ad organizzarsiquanta distanza attraverso labirinti
dovrebbero coprire per raggiungerci
quanta confusione dominare per riuscirci
vedo adesso io l’ape stolidamente laboriosa
tuffata in mezzo e petali e pistilli del limonedi me sorrido un poco conoscendomi
se dovessi darle un’anima o negargliela
resterei indeciso come calabrone
se morsicare pesca acerba od uva non matura
ecco di quel sorriso credo di sapere
quando accadrà di noi diranno
così astuti così giganti e forti
ma le vostre ali sono solo pròtesi.
Marco Sclarandis
Friday, May 1, 2015
柴静雾霾调查:穹顶之下 Chai Jing, Under the Dome. Settima ed ultima parte.
Ora, diamo un
attimo un'occhiata a Los Angeles. Los Angeles è una città molto simile a
Pechino. Dal 1970, il numero di macchine che si contano a Los Angeles è
aumentato drasticamente (addirittura di tre volte) ma il suo inquinamento?
Diminuito del 75%! Perché? Ecco che sono andata a scoprirlo in prima persona. A
Los Angeles e limitrofi, vivono più di 17 milioni di persone, per cui ci
saranno circa 13 milioni di vetture se contiamo un mezzo a testa, e 850 milioni
di km di percorsi stradali (tanti quanti per riavvolgere la Luna 1600 volte). In
California sono state contate circa 1061745 vetture a diesel; in media, il
consumo di carburante per ciascuna vettura ammonta a 35.2 litri giornalieri. Stando
ai dati pubblicati dagli enti californiani, il 70% dell'inquinamento
atmosferico in California è causato dalle vetture a diesel, per questo, è stato
da qualche anno stabilito l'obbligo del DPF nei tubi di scarico: esso infatti
trattiene il 99% delle polveri sottili, evitando così la loro fuoriuscita in
atmosfera. Ovviamente, chi non dispone di questa installazione, riceve una
salata multa. Il Dipartimento per la
Tutela dell'Ambiente californiano sta continuamente
esortando le case automobilistiche a produrre vetture che rispettino gli
standard ambientali e a togliere dal commercio tutte le vetture fallate: si
conta che lo scorso anno siano state controllate 29913 vetture, di cui 3281
fuori norma; con un totale di 1336880 dollari pervenuti dal pagamento delle
multe pagate dai proprietari delle vetture fuori legge.
Ho notato come tra
queste, molte provenissero dalla Cina. Ora, dove sta il problema? Il problema
sta nell'esecuzione della legge; in che senso? Nel senso che dove viene
applicata correttamente, si hanno buoni risultati (circa il 90% delle persone
che cercano di evadere, si colgono in fragrante); dove invece non viene
applicata nel modo giusto, come nel nostro caso, succede proprio come mi disse
il capo della Tutela dell'ambiente di Pechino: il 90% degli uomini violano
tranquillamente la legge. Sapete quando sono stati presi in modo serio i provvedimenti
riguardo alle vetture non in regola? Esattamente lo scorso settembre, quando
sono stati rivisti i punti del documento sul "miglioramento della qualità
dell'aria", in particolare il 43esimo. Quando lo scorso anno in America si
dovevano rivedere i parametri di emissione delle vetture, le case
automobilistiche americane non hanno subito risposto alla chiamata della Legge,
solo in un secondo tempo hanno mollato la presa. Ho chiesto a quel punto al
Dipartimento della Tutela Ambiente di Los Angeles il motivo per cui non potesse
imporsi con forza di fronte alle case automobilistiche, ma questa è stata la
risposta che ho ricevuto: il Dipartimento per la Tutela dell'Ambiente ha di
per sé il compito di portare innovazione ma dove c'è un Governo che detta i
parametri secondo mercato, tu non puoi fare altro che sottometterti al mercato.
Ma in Cina si usa il carbone, come facciamo a ridurre l’uso del carbone? A
questo punto ho deciso di andare a Londra, perché Londra a suo tempo è riuscita
a ridurre le emissioni dell'80%, ci ha messo 50 anni circa, però le ha ridotte.
Nel 1950, a
Londra il PM aveva raggiunto parametri esorbitanti, tipo di 10 volte superiori
rispetto agli standard europei. Nel 1956 infatti per la prima volta è stato
scritto un documento per il miglioramento della qualità dell'aria e da quel
momento si è sempre sottoposto il carbone a processi di raffinazione, così come
sono state vietate le caldaie a carbone, per cui, per chi avesse violato la
legge, ci sarebbero state ingenti somme di sterline da pagare. A quel punto, il
petrolio ha sostituito per il 20% il carbone, così come il gas naturale per il
30%; infine, l'uso del carbone è sceso dal 90% al un 30%, e il GDP è rimasto lo
stesso, anzi è aumentato con l'era del petrolio. ... Che ci serva da esempio: i
londinesi hanno sostituito il carbone con gas naturale e petrolio e hanno
rivisto il cielo azzurro e le nuvole bianche. Noi, dobbiamo fare come hanno
fatto loro: non dobbiamo solo limitarci a vietare l'uso del carbone e del
petrolio non raffinato, ma dobbiamo presentarci con una soluzione diversa, una soluzione
che dia una svolta alle nostre industrie e che possa essere adottata
nell'immediato. Anche noi in Cina abbiamo del gas naturale, peccato che occupi
una percentuale molto bassa considerando i parametri internazionali: 4%.
"Noi siamo il Paese del Carbone": questa frase è una
delle frasi con cui siamo soliti etichettare il nostro Paese. In realtà, se
consideriamo i parametri nazionali, noi disponiamo di un bel 22% di gas
naturale, e di un bel 38% di petrolio. Sono stati stimati 900 miliardi di metri
cubi di petrolio sotto i nostri piedi, eppure sono solo un centinaio di
miliardi quelli che noi estraiamo. In America ci sono 6300 industrie di
estrazione del gas e petrolio raffinato, noi ne abbiamo solo 3; in America ci
sono 160 aziende che si occupano di condutture di gas, noi ne abbiamo solo 3.
Il 70% di gas naturale estratto viene gestito da una sola industria
"Petrochina". Ora, perché non fare come aveva fatto Londra a suo
tempo? Passare dall'era del carbone all'era del Gas naturale? Noi abbiamo
bisogno di innovazione in campo energetico!
Quella che vedete
ora alle mie spalle è la cartina che rappresenta tutta la mafia che gestisce il
mercato delle risorse energetiche in Cina. A giugno dello scorso anno, queste
persone già avevano deciso..."le risorse sono delle merci, per cui
dobbiamo cambiare il modo con cui il Governo le gestisce"...
Ma andiamo avanti…
negli ultimi tre anni, non solo la
Cina ha permesso a tutti di venire a conoscenza dei
problemi ambientali, ma ha anche fondato uno dei Sistemi di controllo
dell’inquinamento più grandi al mondo. Per esempio se scaricate questa APP sul
vostro cellulare, potrete vedere in diretta se a 5 chilometri di distanza da
voi vi sia o no un'industria che in quel momento sta sforando i parametri
stabiliti. In Cina, le 6000 più grandi industrie producono il 65% di gas serra.
Cosa succede però se delle industrie si rifiutano di rendere pubbliche le loro
emissioni? L'anno scorso ho partecipato ad un'assemblea legislativa che
trattava proprio di questo argomento, e alla fine è stato deciso che nella
regione dello Hebei, qualsiasi industria da quel momento in poi avrebbe dovuto
rendere noti i propri dati, e in caso questa si rifiutasse avrebbe potuto
arrivare a pagare una multa di centomila yuan al giorno. Ma chi si dovrebbe
occupare di queste faccende in Cina? Il Dipartimento per la Tutela dell'Ambiente che
però sembra non interessarsene troppo...anzi vi dirò che solo l'1% delle
controversie di cui si dovrebbe occupare questo Dipartimento sono emerse negli
ultimi anni. Ecco che ritorniamo su quel famoso 53esimo punto del documento sul
"miglioramento della qualità dell'aria", su quel famoso Dipartimento
inesistente. Fortuna che dal 1 gennaio di quest'anno, è stato stabilito che
chiunque lavori nel campo della Tutela per L'Ambiente da almeno cinque anni
(sia come dipendente sia come volontario) detiene automaticamente il potere di
aprire processi giudiziari a chiunque non rispetti l'Ambiente. Sapete quante
associazioni si contano ora? Circa 700 con tantissimi dipendenti e volontari.
Quindi, perché non partecipare anche noi nella vita quotidiana?
1.Se dovete andare
in un posto che si trova a massimo 5
km di distanza, non usate la macchina, ma andate a piedi
o usate la bicicletta o il motorino elettrico o i servizi pubblici.
2.Il minimo del
motore della vostra macchina non deve superare i 30 secondi.
3.Se per strada
incontrate dei camion che rilasciano fumo troppo nero, chiamate subito 12369
4.Se notate dei
ristoranti che non dispongono di una cappa, esortateli a procurarsela, oppure
scrivete opinioni negative sul sito internet.
5.Se notate delle
perdite nei distributori di benzina, chiamate il numero 12369
6. Se vedete
fabbriche le cui ciminiere sprigionano fumo molto nero, non esitate a
fotografarle e ad inviare la foto per email al Dipartimento della Tutela per
l'Ambiente.
7. Evitate di
comprare i prodotti delle grandi marche.
Solo così
nell'arco di un anno potremo sconfiggere la nebbia grigia!
Per concludere vi
elenco quello che ho fatto io in questo ultimo periodo. Io abito vicino ad un
cantiere. Un giorno mentre camminavo per la via del ritorno ho notato che c'era
della polvere nell'aria. Poco dopo ho capito da dove provenisse. Sono andata
nel cantiere e ho chiesto al capo cantiere se avesse potuto coprire con un telo
una montagnola di macerie e polvere situata proprio al centro del luogo di
lavoro. Abbiamo impiegato 5 minuti neanche per coprirla. Prima che me ne
andassi, il capo cantiere mi ha fermato dicendomi che avendomi vista con un
cellulare in mano, temeva che avessi potuto chiamare qualcuno di dovuto per
rendere nota questa faccenda. Io sorrisi. Altro avvenimento. Prima di tutto
sapete che il 6% del PM 2,5 che si respira a Pechino proviene dai ristoranti
pechinesi che non hanno installate le cappe sopra il piano cottura? Ebbene sì.
Non potevo crederci neppure io quando l'ho scoperto. Poi se consideriamo il
fatto che il numero di ristoranti pechinesi copre il 22% di tutti i ristoranti
nel mondo, allora... Inizialmente pensavo non ci fosse soluzione, poi quando
sono stata a Londra ho scoperto i filtri di depurazione. Quando sono tornata a
Pechino, sono andata nel ristorante in cui mi fermavo sempre a mangiare, e
chiamando l'12369 ho fatto in modo che in quel ristorante venisse installata
una cappa con filtro di depurazione. Sapete cosa mi ha detto la signora del
ristorante dopo che gli operai avevano finito di montare l'installazione (ci
tengo a dire che non era passata neppure mezz'ora): mi ha detto
"grazie"... Prima di andare a Los Angeles, pensavo che tutti i
benzinai puzzassero di benzina, come a Pechino, ma una volta stata là, mi sono
accorta di come la faccenda sia ben diversa all'estero: all'estero i tubi di
erogazione dispongono di un filtro salva-carburante che permette alla benzina o
diesel di non evaporare nell'atmosfera
durante la fuoriuscita. Anche in questo caso, sono andata nel distributore di
carburante più vicino a casa mia e chiamando il 12369 ho fatto in modo che
venisse installato questo dispositivo salva-carburante.
12369 ci assicura
che il 100% delle volte risponderà alle chiamate e interverrà. Io non so dirvi
se interverrà, ma provare non nuoce nessuno.
...Quando siamo in
mezzo alla nebbia grigia, solo una cosa possiamo fare per proteggere noi stessi
e i nostri cari: indossare la mascherina...
...Vi dirò che lo
scorso anno per me è stato un bell'anno, nonostante tutte queste informazioni
di cui sono venuta a conoscenza. é stato bello perché io mi sono alzata in
piedi, perché ho detto no. Ho detto no all'inquinamento, ho detto no alla
sottomissione. Mi sono fatta sentire e quando in quel ristorante hanno
installato quella cappa, mi sono sentita bene, rilassata, entusiasta di aver
contribuito al miglioramento del nostro futuro. Perché ragazzi, è così che si
fa la storia. é quando milioni e milioni di persone si alzano in piedi come ho fatto
io e dicono "No, non sono soddisfatto. Oggi voglio fare qualcosa per il
bene comune" che si fa la storia... Mia figlia ora è ormai cresciuta, sta
bene, è in forma. La porto spesso al mare a respirare dell'aria fresca e
dovreste vedere come è felice. Come le piace questo mondo. Perché sì, questo
mondo poi sarà il loro, apparterrà ai nostri figli. Questo mondo è fantastico,
così come è...dobbiamo metterci in testa che non possiamo controllarlo, ma
dobbiamo salvaguardarlo nella sua naturalezza. Dobbiamo salvaguardarlo perché
un giorno sarà quello in cui vivranno i nostri figli quando noi non ci saremo
più...ragazzi...abbiamone cura come ne avremmo per i nostri figli...
Traduzione di Sara Mazzuoli
Marco Sclarandis
Thursday, April 30, 2015
柴静雾霾调查:穹顶之下 Chai Jing, Under the Dome. Sesta parte.
柴静雾霾调查:穹顶之下 Chai Jing, Under the Dome. Sesta parte.
Qualsiasi industria
petrolifera al mondo cerca solo di salvaguardare i propri interessi. Abbiamo
dato un'occhiata a come si comportano le altre Nazioni e abbiamo visto che in
quasi tutte (Australia, Corea del Sud, Giappone, Messico, Canada, Europa: anche
se in Europa esiste una commissione speciale in cui le case petrolifere possono
avere voce in capitolo, non è mai accaduto che i parametri venissero presi in
favore di queste ultime) la responsabilità di decidere i parametri cade sui
rispettivi Dipartimenti della Tutela dell'Ambiente. Perché allora in Cina non è
così? Addirittura negli anni 60, i bus che giravano per le vie di Pechino erano
costretti a mettere sulle loro capotte degli aspiratori di gas; nel 1983 Il
Dipartimento di ricerca dell'industria petrolifera è caduto sotto il controllo
delle case petrolifere; nel 2005, quando è stata indetta la prima Standard
Commission, l'industria petrolifera ha scelto i suoi rappresentanti e
ufficiali; oggi, a dieci anni di distanza, la Cina
si trova a dover fronteggiare da un lato il problema della continua crescita
della richiesta di petrolio e dall'altro del miglioramento della sua qualità.
In questi due anni, sono comunque aumentate le industrie che cercano di non
utilizzare il petrolio come fonte primaria, così come è aumentata la richiesta
di muoversi attraverso procedure che tutelino l'ambiente.
Continuando le mie
ricerche sul petrolio, sono venuta a conoscenza di un'altra tragica notizia:
all'incirca metà del petrolio presente sulla Terra è già stato usato
dall'essere umano…
In tutto il mondo
sono dieci i porti più grandi e importanti per il trasporto merci, su questi
dieci, sette sono in Cina. Nell'immagine alle mie spalle potete vedere dove
sono collocati in Cina questi sette porti. è stato calcolato che l'impatto
ambientale del numero di navi che si contano all'interno di 400 metri di costa è lo stesso
di quello prodotto da 500 mila camion messi assieme. Per cui a Shenzheng, il
60% di biossido di zolfo proviene dalle emissioni delle navi da trasporto
merci. Più di 200 mila navi utilizzano come carburante il petrolio più grezzo.
Possiamo immaginare i livelli di inquinamento dell'aria presenti sulle coste.
In alcune zone è persino visibile la cenere sui lati delle strade e si può
prendere per mano.
Forse però vivete vicino ad un aeroporto...se consideriamo
quello del Guangzhou, beh, sappiate che al giorno le emissioni sono pari a
quelle di 600 mila taxi. Mettiamo che non viviate neppure vicino ad un aeroporto,
scommetto che almeno una volta nella vita avete visto per strada questi camion:
camion che trasportano materiali per l'edilizia. Vedete quel fumo che gli
fuoriesce davanti? Come è nero! Ma dove lo compra il carburante? Siamo così
andati, io e qualche responsabile della Tutela dell'Ambiente, in un edificio in
cui si comprano biglietti per la lotteria, diesel, fango ecc... e mi sono
subito chiesta: ma questi commercianti, da chi lo comprano il diesel? Abbiamo
comprato una bottiglia di diesel e ci siamo recati nel distributore più vicino.
Come sono scesa dal veicolo, uno dei responsabili della Tutela si era già messo
a parlare con il capo del distributore, il quale non voleva mostrare i suoi
documenti...
...In Cina: la
richiesta di petrolio e carbone è altissima, la loro qualità è bassissima
perché non vengono raffinati, in più non ci sono neppure i controlli dovuti...
1. non ci sono
richieste di raffinamento di carbone.
2.non vengono
fermate le industrie che produco grandi quantità di gas serra.
3.non c'è un ente
che si prenda la responsabilità di controllare i parametri delle vetture
4.Non c’è modo di riformare
gli Standard Nazionali sulla qualità del petrolio
5. Nessuno
controlla la qualità del petrolio venduto dai distributori
MMM...Non mi pare
che il nostro Ministero della Tutela per l'Ambiente sia imbarazzato per tutto
questo...
Senza contare i
costi ambientali e l'imballaggio, una tonnellata di ferro può arrivare a
costare 100 yuan, una tonnellata di carbone 156 yuan; un camion che non
rispetta i parametri 20 mila yuan; mentre per il petrolio più grezzo si parla
di 5 milioni di yuan alla volta...
Comunque, sapete
voi che odore ha l'inquinamento? Ha l'odore dei soldi. Sono andata per questo a
parlare con il Direttore di una fabbrica di ferro. Sapete che mi ha detto? Mi
ha detto che a causa della competizione e della guerra dei prezzi, adesso come adesso,
per una tonnellata di ferro, guadagna a mala pena i soldi per comprarsi un uovo
sodo (non arriva neppure a 2 yuan per tonnellata). Sapete di cosa è fatta una
tonnellata di ferro? è composta da 600
kg di carbone, 3-6 tonnellate di acqua. E sapete quanto
gas serra emettiamo per produrre ciascuna tonnellata di ferro? 1.53 kg di biossido di zolfo e
un kg di ceneri. Sapete invece cosa produciamo bruciando una tonnellata di
carbone? 1.53 kg
di biossido di zolfo, 3-9 kg
di anidride carbonica, e 2 kg
di monossido di carbonio e 9-11
kg di ceneri. Ovviamente il guadagno arriva a mala pena
a coprire la spesa di una bibita. Ciò che però mi fa star più male in tutto
questo è il pensare a tutti i soldi che ogni anno lo Stato dà alle 22 delle 39
più importanti industrie siderurgiche del Paese per finanziarle. Pensate che ad
una di queste gli sono stati dati in un anno 2 miliardi di yuan per farle
evitare di andare in perdita. Dopo aver ricevuto questo aiuto dallo Stato, i
Dirigenti hanno pensato bene di attaccare sulla porta del loro ufficio un
foglio con questa scritta:
"Vi giuriamo che un pezzo di ferro ve lo faremo
pagare meno di 100 yuan." ...insomma, l'industria edilizia contribuisce
tantissimo all'aumento dell'inquinamento atmosferico; un settore, quello
dell’edilizia, che sta distruggendo i nostri villaggi e che è in vita solo da
30 anni. Basti pensare che ogni giorno scompaiono 80 villaggi caratteristici;
basti pensare che 184 città sono passate da prefetture a metropoli. Adesso in
Cina si contano 1 miliardo e 300 milioni di persone; ma se guardiamo tutti gli
edifici che sono stati costruiti, si contano abitazioni sufficienti per 3
miliardi e 400 milioni di persone. è vero che le città ci hanno reso liberi, e
ci hanno fatto splendere in questi ultimi 30 anni, ma non possiamo permetterci
di andare avanti come abbiamo fatto finora: non si può più continuare a
costruire in questo modo e soprattutto, a utilizzare nel modo sbagliato le
risorse. Un centro di ricerca ospedaliero mi ha detto che se si continua per
questa strada, tra 5 anni avremo consumato più di 1 miliardo e 600 milioni di
carbone, ci saranno più di 400 milioni di vetture circolanti sulle nostre
strade! Questo significa che stiamo consumando tutte le materie prime, e che
vedremo sempre più spesso quella nebbia grigia... il traffico è appena
iniziato.
...parlando con un
esperto, gli chiesi di quanto dovremo ridurre le emissioni per avere un cielo
limpido quanto quello dei giorni dell'APEC. Lui mi rispose che bisognerebbe
ridurre del 47% le emissioni di biossido di zolfo, del 52% di quelle di anidride
carbonica e del 44% di PM2,5; diciamo ridurre di circa la metà i gas serra.
Cosa si è detto
all'APEC? Entro il 2030, la Cina avrà
il picco del petrolio e le strutture che si appoggeranno su risorse rinnovabili
occuperanno un 20%; inoltre l'uso dei combustibili fossili verrà ridotto
drasticamente. Le fabbriche a risparmio energetico in Cina hanno un output di 3
bilioni e 700 miliardi e le persone che ci lavorano sono più di 39 milioni.
Traduzione di Sara Mazzuoli
Marco Sclarandis
Wednesday, April 29, 2015
柴静雾霾调查:穹顶之下 Chai Jing, Under the Dome. Quinta parte.
Parlando per
telefono con un dirigente di una casa automobilistica, ho capito che di
parametri da rispettare ne sanno ben poca; anzi a dirla tutta, dando
un'occhiata alla terza condizione presente sul documento "Richiamo delle
vetture fallate" ho notato come non venga neppure nominato il richiamo per
superamento dei parametri di emissione di CO2. Ecco perché in questi dieci
anni, neppure una volta è stato applicato il richiamo per superamento di
emissioni: perchè di fatto non esiste una legge o condizione che lo specifichi
chiaramente. Eppure le norme sul miglioramento della qualità dell'aria sono state
fatte, già dal 2002, ma quante volte sono state applicate? Zero. Ma perchè?
Ecco dove ho trovato la risposta: 53esima condizione sul "Miglioramento
della qualità dell'aria della RPC dove si nomina il Dipartimento che amministra
l'esercizio di attività di controllo secondo legge". Chi è questo
Dipartimento?
Ho così chiesto se fosse il Dipartimento della Tutela
dell'Ambiente, ma mi è stato risposto di no; ho chiesto se si riferisse al
Ministero dell'Industria e della Tecnologia, ma no; infine ho pure chiesto al
Direttore dell'Ispettorato, il quale mi ha riposto: "non può che riferirsi
a tutti e tre". Insomma, come può essere che la legge non sia chiara su
chi sia l'addetto ai controlli? Mi sono rivolta al Congresso Nazionale il quale
mi ha dato ragione dicendomi che questo punto non è assolutamente chiaro.
Perché poi mettere questa condizione nel 53esimo punto, mi sono chiesta. Quando
invece sono andata a parlare a voce con il Direttore esperto nell’inquinamento
da mezzi di trasporto del Dipartimento della Tutela per la l’Ambiente, mi è
stato confessato che è stato scritto così perché effettivamente nel momento in
cui si stavano annotando le condizioni, nessuno voleva a pieno assumersi quella
responsabilità e si è andati in modo vago a parare su un "Dipartimento che
amministra l'attività di controllo". Per cui non esiste momentaneamente
un'Istituzione che sappia classificare se un veicolo sia o no nella norma; anzi
si continua ad omologare nuovi veicoli sotto lo Standard nazionale del quarto
parametro senza che lo siano realmente: è stato approvato che il carburante
venduto nei migliori distributori di Pechino è di 25 volte più scadente di
quello che viene venduto in Europa! Conclusioni: anche la Tutela dell'Ambiente ha un
che di sospetto...inoltre ben sappiamo che dove non viene applicata la legge,
vince quella del più forte.
Cerchiamo ora di mettere chiarezza su quale sia
il tipo di carburante che usiamo per le nostre vetture. Come possiamo intuire,
è un carburante che non rientra nel quarto parametro nazionale; anzi,
addirittura mi è stato detto da un Responsabile dello sviluppo tecnologico per la Tutela dell'Ambiente che il
grado del nostro carburante risulta essere 2 o 3 volte inferiore rispetto a
quello utilizzato nei Paesi sviluppati come l'Europa, l'America o il Giappone,
e che col passaggio al grado superiore si possono ridurre le emissioni del 10%!
Noi l'abbiamo il carburante che rispetta il quarto parametro, ma sapete che
percentuale occupa? Il 3%. Ecco che richiamo in memoria "la sofferenza di
Hangzhou". Hangzhou è una provincia che ora ha molti soldi, soldi che però
non possedeva fino al 2013, per cui fino a quell'anno non ha avuto le possibilità
economiche di acquistare petrolio di miglior qualità, quello che rispetta il
quarto standard. Se andiamo un attimo a vedere le percentuali di zolfo presenti
nell'aria di Pechino notiamo che effettivamente sono in linea con quelle
americane ed europee, ma poi se diamo un'occhiata ai parametri che riguardano
l'ossidazione e l'evaporazione del petrolio allora capiamo da dove ha di fatto
origine l'enorme quantità di polveri sottili. Basti pensare al petrolio che
evapora dalla pompa quando facciamo il pieno: ad ogni litro evaporano 1.5 grammi di petrolio.
Insomma, non crederete alle vostre orecchie, ma la quantità di idrocarburi rilasciata in queste occasioni è la stessa di quelli
bruciati dai motori delle nostre vetture e poi scaricati dai tubi di scarico. E
questa è una delle cause principali della presenza di PM 2,5 nell'aria che
respiriamo. Ma perché allora non ci decidiamo a pulire il petrolio per renderlo
meno pericoloso? Ecco la risposta di un'industria petrolifera: i parametri imposti dalla legge non sono abbastanza alti. Allora non abbiamo potuto fare altro che andare a chiedere agli addetti del Dipartimento della Tutela dell'Ambiente e dello sviluppo Tecnologico il motivo per cui non si alzino questi parametri. Ecco la risposta: il 60-70% delle persone che fanno parte della Piccola Standard Commission lavorano nel campo dell'industria petrolifera, così come il 90% di quelle della Grande Standard Commission. Parlando invece con un dirigente di una casa petrolifera ecco cosa è venuto fuori: la maggior parte del nostro petrolio proviene dal Medio Oriente, per esempio quello che proviene dall'Iran contiene un alto tasso di zolfo. A Teran infatti si respira la stessa aria inquinata che respiriamo noi nelle nostre città, solo che a Teran non c'è la stessa manodopera artigianale che invece c'è qui. Oltre a questo, dove sta la differenza sostanziale? Nel prezzo. La Tutela dell'Ambiente vuole che se si è sotto il terzo e il quarto parametro, ogni litro di petrolio costi almeno 7 centesimi; ma le industrie petrolifere non ci stanno, perché vogliono spendere 5 centesimi al litro. "Insomma, è così semplice" gli dissi "quanto costa al litro per le industrie petrolifere il petrolio?"
Il ragazzo con cui stavo parlando mi ha quasi supplicato di non farlo rispondere a questa domanda e di andare dal Ministero dello Sviluppo e delle Riforme. Ecco la chiamata al Ministero dello Sviluppo e delle Riforme: per esempio, tu sei figlia unica, e cresci in un ambiente di brutti esempi, di cattive abitudini; cosa fai quando poi diventi genitore? Per evitare che i tuoi figli prendano brutte abitudini li schiaffeggi, non tutti i giorni, ma ogni tanto...in questo ambiente si verifica la stessa cosa; per esempio ci minacciamo a vicenda per mantenere il posto di lavoro. ...
A quel punto, non sapendo se credere completamente alle loro parole, ho deciso di andare dal Responsabile della Standard Commission e dall'Ingegnere del Consorzio delle Industrie Petrolifere della Nazione per farci due chiacchiere.
1. Perché sono le case petrolifere a decidere i parametri?
Perché in questo modo si evita di avere persone che non se ne intendono e non sanno neppure cosa si intenda per petrolio raffinato. I Responsabili della Tutela dell'Ambiente infatti non ne sanno nulla.
2. Chi è quindi che si deve prendere la responsabilità di dettare i parametri? Facciamo finta che lei debba aggiornare i parametri, ma non li aggiorna, cosa succede? Succede che le persone poi non le credono più. Le dirò di più, se guardiamo le procedure che adottano gli altri Stati per dettare i parametri, notiamo come vengano spese dalle le due parti in questione (Tutela Ambiente e Case Petrolifere) ore e ore in assemblee prima di prendere la decisione finale; è possibile quindi avviare una procedura di questo tipo anche da noi? Certo che si può...
3. Perché non si stanno rendendo noti gli aggiornamenti sul capitale? Adesso come adesso la società non ci dà abbastanza fiducia, se a questo sommiamo il fatto che noi stessi non sappiamo farci con le parole e la dialettica, finiamo inevitabilmente per stare zitti e non dialogare con il popolo evitando in sostanza di renderlo partecipe delle nostre decisioni.
4. Si può allora o no aggiornare questi parametri? Perché non state aumentando questi parametri, facendo in modo di promuovere l'utilizzo del petrolio raffinato?
Perché ora come ora la società non è instabile, ci sono troppe interruzioni tra una procedura e l'altra, passa troppo tempo. Ma allora perché non rendete il mercato del petrolio accessibile a tutti? In questo modo si eviterebbero tutti questi intoppi... Ah, ma poi se non si fa bene, il problema viene ingigantito...non tutti sono bravi a fare business. Ah, quindi non è giusto permettere a tutti di guadagnare i soldi? Ah, no no certo, sono d'accordo per le riforme e per la lenta apertura al pubblico di questo mercato...
5. Si possono assumere più responsabilità nei confronti della società? Si è appena saputo che le vostre entrate lo scorso anno sono state circa di 2 bilioni...ecco, come è possibile che non ci sia la possibilità e la volontà di investire un po' di questi soldi nella Tutela dell'Ambiente? .................la nostra industria è grande e grossa proprio come una persona grassa e...gonfia.
Traduzione di Sara Mazzuoli
Marco Sclarandis
Tuesday, April 28, 2015
柴静雾霾调查:穹顶之下 Chai Jing, Under the Dome. Quarta parte.
Non pensiate che il carbone, una volta
estratto, non possa essere raffinato, anzi…anche in Germania fanno uso del
carbone più grezzo, la lignite, eppure non hanno lo stesso inquinamento che
abbiano noi, perché semplicemente lo sottopongono subito a procedure di
purificazione, così come il 90% estratto in Inghilterra viene pulito, lavato.
Ora quanto ne laviamo noi di questo carbone giovane? Neppure arriviamo alla
metà. E l'altra metà allora (si tratta solo di centinaia di milioni di
tonnellate) ? Viene sprecata, non può essere utilizzata, è cenere, serve solo
ad inquinare. Che fine fa? Viene caricata su giganti camion, treni merci e
infine bruciata: è stato stimato che un quarto dei cinesi brucia
quotidianamente questa metà rappresentata da carbone di bassissima qualità e
producono la stessa quantità di biossido di zolfo prodotta da tutte le centrali
elettriche messe insieme: pensate un po'! A Pechino le sostanze cancerogene che
si trovano nel PM2,5 in inverno superano di 25 volte quelle estive. La causa
principale? Le combustioni di carbone giovane che ormai avvengono da quasi un
decennio sul territorio cinese. Nello Yunnan c'è un posto che si chiama Hutou.
Qui c'è la più alta percentuale di malati di cancro al mondo. Le persone che
più vengono colpite sono poveri, non hanno il potere di farsi sentire e muoiono
in silenzio facendo versare una lacrima in più ai propri cari.
Ricapitolando: il consumo di carbone è
altissimo, la qualità è bassissima, neppure viene pulito, e le emissioni di
agenti cancerogeni non viene controllata. Le aree in cui si trovano le centrali
che lo bruciano, sono anche le aree più a rischio, in cui si trovano altissime
percentuali di PM2,5 nell'aria. Che fare per ridurlo? Basterebbe pulire questo
carbone e già il tutto si ridurrebbe della metà! Nel documento di
"Prevenzione e cura dall'inquinamento atmosferico" nel 23esimo punto
c'è scritto: -aumentare le procedure di pulitura e lavaggio del carbone grezzo;
-diminuire la componente solforosa e le ceneri; -limitare le estrazioni di
carbone con alta componente solforosa o di cenere. Nel documento "10 punti
per prevenire l'inquinamento atmosferico" nel primo punto c'è scritto:
-controllare le emissioni delle piccole caldaie; -velocizzare l'installazione
di processi di de-solforestazione e denitrazione.
…Nel 2014, in 74 città, il PM2,5 è diminuito
dell'11,1%, ma solo 8 città sono arrivate a rispettare i limiti richiesti dalla
legge…se in tutte e 74 le città fossero stati raggiunti i parametri di legge,
avremmo diminuito la percentuale di biossido di zolfo del 60% e della CO2 del
35%.
E il petrolio invece? Come
viene usato in Cina il petrolio? Viene usato come carburante per le macchine.
Sono state contate più di 100 milioni di vetture negli ultimi 10 anni, e solo a
Pechino nel 2010 ne sono state acquistate 800 mila di nuove. Se mettessimo in
fila tutte queste macchine, potremmo creare una barriera di una lunghezza pari
alla distanza che c'è tra le città di Pechino e Shenzhen. Ora non abbiamo più
dubbi sul fatto che la principale causa della presenza di PM2,5 nell’aria
pechinese sia dovuta ai mezzi di trasporto. Nell'arco di un anno, si contano in
qualsiasi città più di 200 giorni di nebbia grigia. Vedete quella foto?
Rappresenta Hangzhou: Hangzhou è la città al mondo con più veicoli, in media
ciascun abitante possiede due vetture. La presenza di così tante vetture contribuisce al 40% dell’inquinamento atmosferico della città. Molti si chiedono pure il motivo per cui Tokio nonostante abbia più macchine di Pechino sia meno inquinata. Prima di tutto, la maggior parte degli abitanti di Tokio (90%) usano la metro, per cui solo il 6% restante utilizza la propria macchina; a Pechino invece la percentuale di abitanti che utilizzano la propria vettura per spostarsi aumenta, arrivando ad un 34%. è normale che si crei quotidianamente traffico per le strade del centro di Pechino, così come è normale che le emissioni aumentino del doppio dal momento che essendoci traffico le macchine sono costrette a sostare nello stesso posto per più tempo. Il PM 2,5 che si misura entro il sesto accordo anulare ogni ora arriva a una tonnellata. All'interno del quinto accordo anulare, il 44% delle macchine circola entro i 5km, il 12% entro due km e il 7% in un kilometro. Le vetture sono talmente tante che invadono pure le carreggiate delle biciclette, le quali sono costrette a saltare gli ostacoli pur di procedere (ovviamente gli ostacoli sono le vetture).
Cosa ne pensate di questa immagine di Pechino di notte? Non ci sono macchine, eppure la nebbia grigia è evidente, è presente. Se guardiamo i grafici notiamo come il picco delle emissioni avvenga in piena notte...sono stata così a Yanqing e ho risposto finalmente a questa domanda: di notte centinaia di camion giungono in città per trasportare cibo e quant’altro e la maggior parte di loro non rientrano minimamente nei parametri del quarto Standard Nazionale. Quando ancora non erano stati imposti dei limiti sulle emissioni di gas serra, ogni emissione di PM 2,5 data da un camion qualsiasi superava di ben 500 volte quella di una vettora omologata sotto il quarto parametro standard. Ora, se consideriamo le vetture a diesel circolanti nell’area pechinese, di per sé, non sono tante (occupano solo un 17%) ma se poi scopriamo che la percentuale di CO2 che emanano dal tubo di scarico è pari a quella emanata dal 70% di altri tipi di vetture, allora la faccenda si fa più grave: ogni emissione da tubo di scarico di macchine a diesel è costituita per il 99% da PM.
La tossicità del diesel emesso dal tubo di scarico delle vetture è di gran lunga superiore a quella di qualsiasi altro agente cancerogeno proveniente da altre combustioni. Neanche a dirlo che le principali vittime sono gli automobilisti stessi. Alcuni dei camionisti che incontrai l'agosto scorso durante la mia visita a Yanqing, nonostante guidassero camion che non rientravano entro i limiti nazionali di emissione di CO2, non sono stati fermati alla dogana poiché di fatto possedevano vetture comprate regolarmente, vetture con certificati di rilascio regolari e persino approvati dallo Stato...chi colpevolizzare allora se non loro? Le case automobilistiche.
Prosegue...
Traduzione di Sara Mazzuoli
Marco Sclarandis
Monday, April 27, 2015
柴静雾霾调查:穹顶之下 Chai Jing, Under the Dome. Terza parte.
Guardate, date pure un'occhiata a quella luce a forma di fiamma rossa bianca e gialla che sembra bruci sopra la cartina della Cina: non è altro che la rappresentazione del tasso di polveri sottili nell'aria che abbiamo respirato nell'arco del 2014. Tutto il mondo brucia carbone e petrolio, bene, sapete quanto carbone abbiamo bruciato nell'arco di tutto il 2013? 3 miliardi e 600 milioni di tonnellate, che sono paragonabili alle tonnellate bruciate da tutti gli altri Paesi del mondo messi assieme. L'ultima volta che si era arrivati a bruciare delle quantità così elevate, era stato nel lontano 1860, in Inghilterra.
Era il 5 dicembre del 1952 quando Londra fu invasa da una nebbia grigia talmente densa che pure i dirigenti del traffico furono costretti ad utilizzare fiaccole infuocate per
dirigere il traffico. Pensate inoltre che quel giorno il biossido di zolfo aveva superato i parametri attuali di ben 190 volte. Questo avvenimento rappresentò un po’ per tutti un campanello d’allarme, tranne che per Paesi come l’India o la Cina, la quale proprio qualche decennio dopo, con l’apertura economica, optò per la via del carbone.
Ora, diamo un attimo un'occhiata a cosa sta all'origine di questi 3 miliardi e 800 milioni di tonnellate di carbone; anzi guardiamo un po' in quale parte della Cina vengono bruciati: ebbene di questi 3 miliardi e 800 milioni, 380 milioni tra Pechino e Tianjin, di cui 3 miliardi solo nella regione dello Hebei. Non potevo crederci. Poi ho pure avuto modo di parlare con un altro mio amico, il quale mi ha chiesto se sapessi la classifica mondiale delle industrie siderurgiche: al primo posto la Cina, seguita dall'Hebei, da Tangshan e infine dall'America. Al che io incredula gli chiesi come potesse essere e lui mi rispose di andare a dare un'occhiata a Tangshan. Lo scorso anno, ad ottobre, ci andai. Ci andai con i rappresentanti del centro di tutela dell'ambiente dello Huabei. Avevamo portato con noi un aereoplanino di quelli telecomandati per sorvegliare la zona e accumulare prove, ma la nebbia era talmente fitta, che fu del tutto inutile.
Quando poi ci siamo addentrati in uno di quegli edifici enormi da cui proveniva il fumo, abbiamo scoperto le condizioni in cui lavoravano quei poveri operai costrettetti a respirare un'aria irrespirabile: senza protezioni, senza luce, solo una buca profonda circa tre metri con dentro cemento e ferro in cui era appena caduto un uomo che abbiamo subito soccorso e portato all'ospedale di Pechino. "Come può essere che nessuno venga punito per quello che vi viene inflitto?" Chiesi ad uno dei lavoratori. "Chiedi al nostro Capo" mi rispose.
Il 60% delle industrie in Cina sono
siderurgiche. A nessuno, neppure alla EIA, importa che vengano o meno
rispettati certi parametri o norme di sicurezza. Dietro tutto questo ci sta la Mafia, le istituzioni
temono la Mafia,
per cui non hanno minimamente l'intenzione di andare a visitare questi posti.
Per produrre 10 milioni di tonnellate di ferro serve il lavoro di almeno 100
000 mila uomini...Parlando con una mia amica che abita della provincia del
Jiangsu, ho capito di come fosse all'oscuro di tutto quello che le stava
accadendo attorno. Nel Jiangsu infatti si trova un'industria siderurgica o
elettrica ogni 30 km.
Per non dire di Shanghai, la cui produzione di carbone supera a dir poco i
parametri. Pensare che per ogni metro di questa città, si bruciano 10 kg di carbone.
Ora però mi viene in mente un'altra domanda:
come facciamo se le risorse diminuiscono sempre di più e aumenta il carbone di
bassa qualità? Andiamo prima di tutto ad analizzare un pezzo di carbone di
bassa qualità: la percentuale più alta è rappresentata dalla lignite; ciò
significa che la maggior parte di un pezzo di carbone di bassa qualità è
costituito da lignite. Questo carbone è detto anche "carbone giovane"
e una volta che viene bruciato diventa quella famosa nebbia grigia che pervade
le nostre città. Quanto ne usiamo noi di questo carbone? Date un po'
un'occhiata al grafico: la combustione di carbone giovane è in continua
crescita. Il 21 ottobre del 2013 i cittadini di Haerbin stavano respirando
un'aria che conteneva un PM 2,5 che superava i 1000 PM 2,5. In quei giorni furono
annullati tutti i servizi di trasporto pubblico da quanto fosse impossibile
guardare al di là del proprio naso: quella nebbia era talmente fitta che
oscurava ogni cosa. Sapete cosa c'è a Haerbin? A Haerbin c'è una gigante
centrale che brucia ogni giorno quantità enormi di carbone giovane. Quel giorno,
il 21 ottobre del 2013, ne aveva bruciati più di 20 milioni; se poi sommiamo
alla centrale di Haerbin, le altre centinaia di migliaia di unità che stavano
bruciando sempre carbone sempre nello stesso momento senza rispettare nessun
parametro, allora non possiamo fare altro che comprendere: 12 milioni di
persone sotto quella nebbia grigia.
Prosegue....
Traduzione di Sara Mazzuoli
Marco Sclarandis
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